Chiara Brina

Cosa significa per te essere un CHO – Chief Happiness Officer?

Per me essere un CHO significa essere una persona che vive coerentemente con i principi della scienza della felicità, una persona che è felice, che ha un proposito forte nella vita legato a valori altrettanto forti e che manifesta una reale attenzione verso l’altro. Significa vivere questi principi con pratiche evidenti e coerenti sia nella propria vita personale sia nella propria vita lavorativa e, con una visione più ampia all’interno dell’organizzazione dove operiamo o in quelle dove decideremo di operare.

La scelta di essere una CHO parte dall’evidenza che stress, insoddisfazione, tensioni e problemi influiscono negativamente sul nostro privato, sulla nostra professionalità e sulla redditività/produttività dell’azienda.

Essere un CHO significa dedicarsi con impegno a fare in modo che le persone siano felici perché, come abbiamo più volte sentito dire, “le persone felici sono più produttive e più creative”. Essere CHO significa quindi avere un perimetro di azione che parte da se stessi, per poi arrivare agli altri, alle organizzazioni e al sistema inteso in senso ancora più ampio; per me questo significa non riuscire ad implementare tutto ma fare dei piccoli passi per cominciare a cambiare e promuovere un comportamento positivo, collaborativo, rispettoso, gentile, etico.

Non ultimo essere un CHO per me significa essere una persona competente, che conosce, che mette in atto azioni perché preparata e informata; per essere un professionista riconosciuto quindi non deve mancare un aggiornamento e un confronto continuo.