Giovanna Scardilli

Cosa significa per te essere un CHO – Chief Happiness Officer?

Ho da sempre a cuore il tema del benessere nelle organizzazioni, consapevole di quanto malessere e disagio vivano spesso oggi le persone all’interno dei contesti di lavoro, e  avendo sperimentato in prima persona in più occasioni la difficoltà di contribuire con passione e in modo incondizionato a generare impatto all’interno di un’organizzazione di tipo “convenzionale”.

Essere un CHO per me oggi significa, da un punto di vista puramente personale, aver disegnato una cornice di contesto chiara e definita all’interno della quale rivedere, con occhi nuovi, i tanti elementi di consapevolezza raccolti e interiorizzati nei diversi anni di esperienza professionale.

A livello professionale, essere un CHO vorrà dire, da qui in poi, sentire la responsabilità, oltre che il desiderio, di mettere queste nuove competenze e strumenti al servizio di tutte quelle persone e di quelle realtà che si sentono pronte ad avviare un processo evolutivo e di trasformazione verso una dimensione organizzativa positiva.

Essere un CHO per me d’ora in poi significherà pertanto coltivare con coerenza e semplicità il benessere personale per essere riconoscibile come esempio coerente di positività, e soprattutto accompagnare le organizzazioni verso un’evoluzione ecosistemica e verso una piena valorizzazione del capitale umano e sociale, poiché oggi non può esistere alcun futuro possibile né business duraturo, senza mettere le persone davvero al centro del sistema, con i loro talenti e le loro potenzialità spesso (ancora) inespresse.