Sara Fergnani

Cosa significa per Te essere un Chief Happiness Officer?

Essere un CHO per me significa non perdere di vista il purpose, significa essere consapevole di essere sulla strada giusta, rifocalizzarsi quando si perde la bussola, non farsi demotivare dalle situazioni che si incontrano nel cammino, ma appunto continuare resilienti a percorrere il proprio cammino.

Che è un cammino fatto da piccoli passi, da un modo diverso di vedere una situazione, da un collega che capisce l’importanza della gratitudine, dal responsabile che smette di chiedere ore e ore di straordinari, ecc.

E’ come nella teoria dei livelli, l’organizzazione +1, il ilvello dove sei tu +1, allo stesso modo ogni giorno aggiungi un pezzetto di quel +1. Il che vuol dire anche accettare che il cambiamento è doloroso, è lento, non puoi pensare di sovvertire tutta l’organizzazione dall’oggi al domani.

Un CHO lavora per la comunità, per il benessere dell’organizzazione e dell’organizzazione nel suo ambiente, e questo non bisogna dimenticarlo mai, perché è come se nonostante la sofferenza si lavorasse per il bene superiore.

Essere un CHO significa avere in mente il miglioramento continuo, mettersi in discussione, mettere in discussione, non giudicare. 

Non puoi scegliere quello che ti succede ma puoi solo scegliere come reagire ad esso